Quanto cambiare i pneumatici della moto

Inutile girarci intorno: i pneumatici sono l’unico punto di contatto fra la nostra moto e la strada. Per questo motivo, sono fra gli alleati più importanti del motociclista. Che, si suppone, deve saper riconoscere quando è il momento giusto di sostituirli: ne va della sicurezza di marcia. Perché sì, ormai lo sanno anche i muri, i pneumatici moto mica sono eterni.

Vediamo allora 5 regole per capire quando bisogna passare dal gommista di fiducia e pensare seriamente ad una sostituzione.

 

1. Tenete sotto controllo il consumo

La regola più ovvia, anche se non per questo sempre rispettata. In Italia, il limite legale del consumo del battistrada è pari a 1 mm per moto e scooter, e scende a 0,5 mm per i ciclomotori. Inutile dire che sarebbe meglio cambiare le gomme un po’ prima del raggiungimento di questo limite. Un consiglio: basatevi sugli indicatori di usura, rintracciabili fra le scanalature del pneumatico, che indicano con chiarezza quando è stato raggiunto il limite di consumo. Se vi trovate in questa condizione alle porte dell’inverno, o in inverno pieno – e siete fra i pochi che non mettono la moto in letargo – non pensateci due volte e sostituite le gomme. Diversamente, se “staccate” l’assicurazione nei mesi freddi, rimandate il cambio all’inizio della bella stagione.

 

2. Occhio all’invecchiamento

Anche i pneumatici invecchiano: con il passare del tempo, i materiali di cui sono composti perdono elasticità e le prestazioni peggiorano visibilmente. La guida diventa “vaga”, c’è poco grip, soprattutto in condizioni di freddo e bagnato. Il punto è che è difficile prevedere una durata certa del pneumatico: la cosa non dipende solo dalla data di produzione (DOT), ma anche da una lunga serie di variabili. Ad influire sulla durata di una gomma sono condizioni climatiche, stato di manutenzione (pressione corretta, sotto o sovra gonfiaggio), condizioni di stoccaggio ed utilizzo, carico, velocità, stile di guida… Dedicate sempre il giusto tempo per verificare eventuali deformazioni o screpolature su fianchi, spalla o battistrada, che devono portare ad una sostituzione immediata della gomma. Volendo trovare un tempo limite di utilizzo, questo può essere fissato in 6-7 anni. Oltre, anche se non è stata raggiunta la massima usura, c’è da provvedere comunque alla sostituizione.

 

3. Pneumatico danneggiato o rovinato

Un urto contro un marciapiede, una buca presa a forte velocità: anche i pneumatici delle moto possono danneggiarsi. Tagli, screpolature o perforazioni devono “portarvi” direttamente dal gommista, per un controllo accurato. Sfortunatamente, ci sono alcuni casi in cui non è possibile una riparazione: tele interne surriscaldate e separate, venature della gomma interna (calandratura, in gergo tecnico), cerchietto apparente o deformato. E poi, certo, un eventuale deterioramento provocato da contatto diretto con olio, carburante, grassi e liquidi corrosivi, che danneggianno irrimediabilmente il pneumatico.

 

4. Consumo anomalo e irregolare

Dato per scontato un controllo regolare della pressione (almeno una volta al mese), può accadere che i pneumatici della vostra moto si consumino in maniera irregolare: ciò può significare – oltre a pressione scorretta – ammortizzatori “finiti”, problemi alla trasmissione o al fissaggio del cerchio sul forcellone. Ma anche una equilibratura non a posto: basta perdere uno dei piccoli pesi fissati sul cerchio per compromettere tutto. Ecco perché, almeno una volta l’anno, bisognerebbe far controllare l’equilibratura delle ruote. Ne guadagna anche il piacere di guida, fra l’altro.

 

5. Forature

Nel malaugurato caso di una foratura, solo il gommista potrà dirvi se il pneumatico è riparabile o no. Fortunatamente si tratta di episodi poco frequenti, favoriti però da diverse condizioni: un pneumatico è più esposto alle forature se è gonfiato al di sotto o al di sopra della pressione prescritta, oppure se è molto consumato.

 

Fonte: www.omnimoto.it

Come scegliere il casco per la moto

La scelta del casco giusto è fondamentale e bisogna seguire delle precise indicazioni. Una volta però individuata la tipologia, ci sono delle accortezze da seguire per viaggiare in sicurezza e rimanere soddisfatti.

Suggerimento: sostituire il casco almeno ogni 4 anni, di allacciarlo bene, di conservarlo con cura, di sceglierlo della taglia corretta. Questi pochi aspetti sono fondamentali per salvarvi la vita. Un casco largo o allacciato male può provocare danni gravissimi.

Inoltre, rivolgersi a un negozio specializzato, essere serviti da persone di esperienza e con una deontologia professionale, vi permettono di fare un acquisto intelligente ed esserne soddisfatti. Vi invitiamo quindi a non scegliere a occhi chiusi, sfogliando un catalogo sul web. Siamo convinti che risparmiare 20-30-100 euro con un acquisto “virtuale” si traducono in una perdita di conoscenza, di informazioni che invece un negoziante serio potrebbe darvi.

Scegliere Casco

Come scegliere il casco giusto

Come scegliere il casco giusto per andare in moto? Non c’è una risposta univoca a questa domanda. Ma ci sono sicuramente una serie di regole auree da seguire: proviamo, insieme, ad aiutarvi nella scelta del casco nuovo. Per evitare che il giro in moto si trasformi in una tortura dopo poche curve, ma anche per non rischiare inutilmente la vita con prodotti vecchi o obsoleti.

INTEGRALE O JET?

In linea di massima, il casco integrale è il più sicuro. Questo perché la mentoniera, fissa, impedisce di prendere colpi nella zona del viso, sulla mandibola e sul naso. Però se guidate uno scooter, magari solo nei mesi estivi o in città, pensare di acquistare un casco jet non è certo un peccato mortale. C’è poi una terza famiglia, quella degli apribili: comodi soprattutto per chi fa tanti km, hanno la mentoniera apribile e permettono, ad esempio, di fermarsi a scattare foto senza togliersi il casco. Se hanno la doppia omologazione P/J, allora potete usarli anche in movimento con mentoniera aperta.

IL MATERIALE DELLA CALOTTA

Ciò detto, esistono due grandi famiglie per il materiale della calotta: quella in termoplastico, meno costosa da produrre e più economica, e quella in fibra, utilizzata anche dai piloti nelle competizioni. Se non avete problemi di budget, la seconda è quella da preferire. Tuttavia, in commercio esistono comunque ottimi prodotti con calotta in termoplastico.

TAGLIA CERCASI

Una volta scelto il tipo di casco da acquistare, bisogna trovare la propria taglia. Farsi passare un centimetro da sarta sopra orecchie e sopracciglia, per trovare l’esatta circonferenza della testa, può essere utile per trovare la vostra misura. Ma solo la prova del casco, dal rivenditore, può sciogliere ogni dubbio: la nostra calotta cranica spesso non è regolare e basta poco per far scoppiare mal di testa colossali dopo i primi metri. Da verificare, inoltre, lo spazio per le orecchie e, se indossate gli occhiali, quello per le astine.

MISURE DI CALOTTA

Se il budget lo permette, meglio privilegiare caschi che abbiano diverse misure di calotta: in questo modo, siete sicuri che le taglie non variano solo aumentando o diminuendo lo spessore dell’imbottitura interna. A tal proposito, acquistate caschi dove quest’ultima sia rimovibile e lavabile e magari anche anallergica: dopo l’estate, e in genere dopo qualche mese di utilizzo, meglio fargli fare un bel bagno… nel lavandino, con acqua fredda e detersivo delicato.

MEGLIO COLORI ACCESI

Discorso a parte merita il colore: grafiche complesse o firmate e repliche dei piloti MotoGP fanno lievitare il prezzo finale. Per risparmiare qualcosa, quindi, potete semplicemente preferire le tinte monocolore. C’è però anche da ricordare come un colore sgargiante – giallo fluo o bianco – aumenti la visibilità e, quindi, la sicurezza, nel traffico.

PROVALO CON CALMA

Individuato il vostro modello preferito, provatelo con calma – la fretta è sempre cattiva consigliera. Una volta indossato, non deve stringervi troppo ma nemmeno troppo poco. Provate a muovere il casco su e giù, e anche lateralmente: se si sposta visibilmente sulla testa, allora è quasi certamente largo per il vostro capo. Provate una taglia in meno. Se invece vi preme troppo, taglia in più.

DOPPIO ANELLO

Oltre al design, che comunque è soggettivo, verificate il sistema di chiusura: meglio a doppio anello (consente una regolazione molto precisa) anche se è un po’ più scomodo rispetto a quello con cinturino micrometrico, più pratico. Controllate pure che il cinturino sia imbottito con materiale anallergico: è importante per il comfort.

PENSIERI VENTILATI

Prima di passare in cassa, prendetevi del tempo per valutare la ventilazione: un buon sistema di prese d’aria ed estrattori può dare grande giovamento sia in estate, quando c’è da espellere il calore in eccesso, sia d’inverno, per contribuire ad evitare l’appannamento della visiera. A tal proposito, privilegiate caschi con visiere predisposte per installare il Pinlock, membrana in plastica trasparente che non permette alla visiera di appannarsi.

IMBOTTITURA RIMOVIBILE

Solitamente, i caschi da turismo e i modulari hanno il visierino parasole, che si estrae agendo su una levetta posta sulla calotta: una comodità in più se fate tanti km. Viceversa, i caschi racing (o comunque i top di gamma) sono dotati di un blocco della visiera in posizione chiusa, poco pratico ma più sicuro in caso di caduta. Un bel plus anche l’imbottitura rimovibile facilmente in caso d’incidente, indicata con due strisce di tessuto rosso sulla parte inferiore dei guanciali.

OMOLOGATI

Tutto questo è ovviamente valido solo se acquistate un casco regolarmente omologato (marchio E sul cinturino) diffidando dai prodotti con prezzi stranamente bassi. Visto che in gioco c’è la vostra pelle, investite più che potete sul casco. Anche se sono passati almeno cinque o più anni dall’ultima volta che l’avete comprato. E poi almeno anche su una giacca con protezioni, guanti, paraschiena, scarpe e jeans o pantaloni da moto. Un corredo perfetto, per iniziare la stagione. Ora non vi resta che saltare in sella e guidare.

 

Fonte: https://www.motorbox.com/

 

Eicma 2019, Honda rinnova lo scooter SH125i

Ci sono modelli di mezzi a due ruote che magari passano inosservati e per i quali, di certo, non si farebbero follie per possederne uno nel proprio box. Resta il fatto che proprio alcuni di questi “under-dog” rappresentino per le case costruttrici invece una delle fonti di maggior introito derivanti dalle vendite sul mercato. È il caso, per Honda, dello scooter SH, modello che rappresenta per la casa alata il riferimento nel settore degli scooter. Una tradizione che parte dal primo modello della serie, in configurazione 50cc, prodotto nel 1984. Da allora gli scooter SH hanno fatto registrare oltre 1,1 milione di pezzi venduti. Ecco allora ad EICMA 2019 una rivisitazione per la prossima stagione, che di fatto ci porta a parlare di un modello del tutto nuovo.

SH, nella sua versione 125, parte dalla rivisitazione del telaio, ridisegnato non solo per offrire una maggiore maneggevolezza, ma per ridistribuire al meglio lo spazio a disposizione. Cresce quindi la capienza del vano sottosella fino a 28 litri utili, grazie anche allo spostamento del serbatoio benzina, ora sotto la pedana. Il vano può quindi contenere comodamente non solo il casco, ma altri oggetti utili nell’utilizzo prettamente cittadino o da commuter destinato a questo tipo di mezzo. Utile la presa USB al posto della vecchia presa 12V, così come la Smart Key che agisce anche sullo Smart Top Box, accessorio di serie per questo modello. A tal proposito occorre ricordare che per il nostro mercato è prevista la configurazione che include anche parabrezza e paramani.

L’estetica diventa più moderna, con tutto il gruppo ottico anteriore rivisto. I fari, sia all’anteriore che al posteriore sono Full-LED, con la luce di posizione installata nel piccolo cupolino a protezione del manubrio. Dietro alla piccola carenatura si cela un bel cruscotto LCD, con tutte le informazioni necessarie. Di serie anche ABS, Start&Stop e controllo di trazione. Il peso spostato in basso, reso possibile grazie al serbatoio da 7 litri, come abbiamo già detto, posizionato sotto la pedana piatta, ha migliorato la maneggevolezza. Sul comparto ciclistica aiutano anche le nuove sospensioni posteriori con diverso schema e regolabili su 5 livelli di precarico. All’anteriore una forcella da 33 mm con escursione di 89 mm. Le ruote, da 16”, montano cerchi a cinque razze, e freni a disco da 240 mm.

Il motore che spinge l’SH, che ricordiamo viene prodotto negli stabilimenti italiani di Atessa, sviluppa 12,5 CV. Il valore di coppia massima viene spostato in un range più basso di 500 giri/minuto favorendo accelerazioni più pronte. Omologato già Euro-5 il propulsore, come da tradizione, si rivela parco nei consumi, che vengono dichiarati in 44,6 Km/L.

Quattro le colorazioni proposte ad un prezzo ancora da definire.

 

Fonte: https://www.giornalemotori.com/

 

Online il nuovo sito Motorsannio

E’ online il nuovo sito di Motorsannio Srl, azienda specializzata nella vendita di moto nuove e usate, accessori e ricambi.

Realizzato dalla Ram Consulting, società di consulenza aziendale, con il consulente Giovanni Accettola in qualità di Project Manager, il nuovo sito si presenta completamente rinnovato da un punto di vista grafico ed è ottimizzato anche per i dispositivi mobili.

Tanti i contenuti in evidenza,a partire dalla parte istituzionale riguardante l’azienda, fino ai servizi e alle promozioni incorso, aspetto questo visibile già dalla homepage.

Particolare risalto poi alle moto e a tutti prodotti offerti dall’azienda a prezzi davvero competitivi. Dal nuovo sito è possibile accedere facilmente infatti a tutte le categorie di prodotti attraverso il menu navigazionale alle voci moto, ricambi e accessori e abbigliamento.

Una sezione molto importante del sito è quella delle News con il preciso intento di alimentare con costanza e con frequenza di contenuti interessanti un contenitore di informazioni che ambisce a diventare un riferimento per il settore.

Non potevano mancare i collegamenti ai social network con i canali aziendali Facebook e Instagram e da segnalare anche una icona Whatsapp, sempre visibile durante la navigazione, per poter comunicare direttamente con il servizio clienti dell’azienda in maniera semplice e veloce.

Infine la classica sezione Contatti per poter inviare richieste specifiche

 

Honda, ecco la nuova Africa Twin 2020

Honda rompe gli indugi, anticipa il Salone del Motociclo (Eicma 2019) e svela la nuova Africa Twin 1100 2020, evoluzione di un progetto vincente: 87.000 unità vendute in tutto il mondo dal 2016. Oggi la nuova enduro stradale della Casa giapponese si presenta più leggera (226 kg con il pieno), più potente, più tecnologica e con un’identità ancora più marcata. E sempre in due versioni: una standard, inequivocabilmente orientato al fuoristrada più impegnativo; l’altra Adventure Sports, pensata per i raid e i lunghi viaggi.

Omologato Euro5, il motore bicilindrico parallelo è stato profondamente riprogettato. La cilindrata sale da 998 a 1.084 cc con un incremento della corsa. Gli interventi hanno interessato la distribuzione, le camere di scoppio, l’alimentazione, i cilindri, i contralberi e il sistema di scarico. La potenza passa da 95 a 102 CV e la coppia da 99 a 105 Nm. Il telaio mantiene il layout a doppio trave discendente con semi-doppia culla sdoppiata ma è stato interamente ridisegnato e alleggerito. Il telaietto reggisella è ora in alluminio, imbullonato e più leggero. Nuovo anche il forcellone in alluminio, derivato da quello della CRF450R motocross. Oltre al cambio manuale è sempre disponibile il doppia frizione DCT, soluzione che fino ad oggi ha conquistato la metà dei clienti.

L’elettronica accoglie oggi una nuova piattaforma inerziale IMU a 6 assi, che gestisce il controllo di trazione HSTC, l’anti impennamento e il nuovo ABS cornering con funzione di antisollevamento ruota posteriore. Il cruise control è di serie e sulla versione Adventure Sports debuttano le cornering lights progressive. Confermati gli indicatori di direzione a disattivazione automatica e con funzione di lampeggio di emergenza durante le frenate intense e improvvise. Sono disponibili 6 Riding Mode, di cui 4 preimpostati (Tour, Urban, Gravel) e 2 completamente personalizzabili (User 1 e 2), per creare sempre il mix ideale tra erogazione potenza, freno motore, intervento ABS e, nel caso della Adventure Sports, assetto delle sospensioni elettroniche Showa EERA. C’è un nuovo cruscotto TFT a colori, touch, da 6.5”, multifunzione, compatibile con l’iPhone e con Apple CarPlay (o via bluetooth con gli altri smartphone).

La nuova versione Adventure Sport della CRF1100L Africa Twin si differenzia per il serbatoio da 24,8 litri, che assicura un’autonomia anche di 500 km, per il parabrezza alto e regolabile, per il portapacchi in alluminio e per i cerchi a raggi tangenziali di tipo tubeless. Di serie offre anche le cornering lights progressive in base all’angolo di piega, le manopole riscaldabili a 5 livelli e la presa 12V. Il plus maggiore è rappresentato infine dalle sospensioni elettroniche Showa EERA, che offrono 4 set‑up di base integrandosi con le impostazioni dei Riding Mode e permettono di impostare il precarico molla dalla guida a solo fino alla guida con passeggero e bagagli. Disponibile nelle concessionarie italiane a fine ottobre, la CRF1100L Africa Twin entra in listino a 14.990 euro per la versione con cambio manuale e 15.990 euro con cambio DCT. I prezzi della CRF1100L Africa Twin Adventure Sports sono di 18.990 euro per la versione con cambio manuale e 19.990 euro con cambio DCT.

 

Fonte: https://motori.corriereadriatico.it

Moto, l’importanza della corretta manutenzione

La gran parte dei motociclisti ama il mezzo che utilizza per viaggiare. Tanto da preoccuparsi autonomamente per la sua manutenzione. Conviene però ricordare come oggi la maggior parte delle motociclette in commercio comprende un’elevata dose di componenti elettronici, per il cui corretto funzionamento è opportuno evitare il fai da te.

Come avviene per gli autoveicoli, anche le motociclette devono essere periodicamente revisionati e controllati. In molti casi poi il motociclista tende a lasciare il suo veicolo fermo durante i mesi invernali, per ricominciare ad utilizzarlo all’arrivo della bella stagione. Soprattutto in questi casi, ma un po’ per tutti i motociclisti, conviene sempre prevedere una revisione annuale del motoveicolo, da attuarsi presso un’officina autorizzata. Avremo così la certezza di circolare con un motoveicolo in perfetto stato di funzionamento, controllato e revisionato in modo del tutto corretto, secondo una ferrea regolamentazione a livello internazionale. Le officine ufficiali non necessariamente sono più costose rispetto alle altre e, in genere, in caso di guasti o rotture propongono varie soluzioni per la riparazione, considerando le richieste del cliente.

La manutenzione ordinaria
A parte il controllo annuale, è bene ricordare che sulla motocicletta va effettuata una manutenzione regolare. Il mezzo non solo ci trasporta, ma ci deve anche sostenere durante il viaggio. Basta un piccolo intoppo, un danno minimo, perché qualcosa vada storto, causandoci non pochi problemi. Purtroppo alcuni incidenti in moto sono dovuti alla mancata manutenzione ordinaria. Per evitare che questo diventi un problema è importante mantenere il mezzo sempre pulito e ordinato, controllare che la batteria funzioni al meglio, regolare la catena, verificare la pressione delle gomme e i livelli dell’olio. Tutte queste operazioni prendono poco tempo e vanno ripetute prima di ogni viaggio, oppure a scadenza precisa, ad esempio ogni 15 giorni circa.

Il materiale adatto
Per effettuare una corretta manutenzione della motocicletta è importante avere a disposizione il materiale necessario come ad esempio l’ampia offerta di accessori moto. Avere a disposizione tutto ciò che serve partendo da zero non rappresenta una spesa onerosa e in ogni caso si deve considerare che la gran parte dei prodotti sono del tutto essenziali. Stiamo parlando della strumentazione necessaria ad effettuare la normale pulizia e ingrassaggio delle parti meccaniche, dei lubrificanti e degli strumenti di controllo. Per chi desiderasse poi cimentarsi in riparazioni di maggiore entità, è possibile trovare qualsiasi accessorio necessario, per qualsiasi modello di motocicletta.

Riparazioni fai da te: solo se si è esperti
Sono molte le persone che amano fare piccole riparazioni sulla propria motocicletta, così come avviene sull’automobile. Conviene ricordare però che tali riparazioni si possono affrontare solo se si hanno le capacità e le conoscenze necessarie. In caso di incertezza è bene evitare l’improvvisazione, ma documentarsi con cura o, meglio, rivolgersi ad un’officina autorizzata, che effettuerà la riparazione nel miglior modo possibile garantendoci la massima sicurezza. Oggi comunque sono facilmente accessibili tutorial di vario genere, che insegnano come effettuare le principali riparazioni su motociclette di ogni marca e modello.

Pneumatici: quando cambiarli?

Inutile girarci intorno: i pneumatici sono l’unico punto di contatto fra la nostra moto e la strada. Per questo motivo, sono fra gli alleati più importanti del motociclista. Che, si suppone, deve saper riconoscere quando è il momento giusto di sostituirli: ne va della sicurezza di marcia. Perché sì, ormai lo sanno anche i muri, i pneumatici moto mica sono eterni. Vediamo allora 5 regole per capire quando bisogna passare dal gommista di fiducia e pensare seriamente ad una sostituzione.

1. Tenete sotto controllo il consumo

La regola più ovvia, anche se non per questo sempre rispettata. In Italia, il limite legale del consumo del battistrada è pari a 1 mm per moto e scooter, e scende a 0,5 mm per i ciclomotori. Inutile dire che sarebbe meglio cambiare le gomme un po’ prima del raggiungimento di questo limite. Un consiglio: basatevi sugli indicatori di usura, rintracciabili fra le scanalature del pneumatico, che indicano con chiarezza quando è stato raggiunto il limite di consumo. Se vi trovate in questa condizione alle porte dell’inverno, o in inverno pieno – e siete fra i pochi che non mettono la moto in letargo – non pensateci due volte e sostituite le gomme. Diversamente, se “staccate” l’assicurazione nei mesi freddi, rimandate il cambio all’inizio della bella stagione.

2. Occhio all’invecchiamento

Anche i pneumatici invecchiano: con il passare del tempo, i materiali di cui sono composti perdono elasticità e le prestazioni peggiorano visibilmente. La guida diventa “vaga”, c’è poco grip, soprattutto in condizioni di freddo e bagnato. Il punto è che è difficile prevedere una durata certa del pneumatico: la cosa non dipende solo dalla data di produzione (DOT), ma anche da una lunga serie di variabili. Ad influire sulla durata di una gomma sono condizioni climatiche, stato di manutenzione (pressione corretta, sotto o sovra gonfiaggio), condizioni di stoccaggio ed utilizzo, carico, velocità, stile di guida… Dedicate sempre il giusto tempo per verificare eventuali deformazioni o screpolature su fianchi, spalla o battistrada, che devono portare ad una sostituzione immediata della gomma. Volendo trovare un tempo limite di utilizzo, questo può essere fissato in 6-7 anni. Oltre, anche se non è stata raggiunta la massima usura, c’è da provvedere comunque alla sostituizione.

3. Pneumatico danneggiato o rovinato

Un urto contro un marciapiede, una buca presa a forte velocità: anche i pneumatici delle moto possono danneggiarsi. Tagli, screpolature o perforazioni devono “portarvi” direttamente dal gommista, per un controllo accurato. Sfortunatamente, ci sono alcuni casi in cui non è possibile una riparazione: tele interne surriscaldate e separate, venature della gomma interna (calandratura, in gergo tecnico), cerchietto apparente o deformato. E poi, certo, un eventuale deterioramento provocato da contatto diretto con olio, carburante, grassi e liquidi corrosivi, che danneggianno irrimediabilmente il pneumatico.

4. Consumo anomalo e irregolare

Dato per scontato un controllo regolare della pressione (almeno una volta al mese), può accadere che i pneumatici della vostra moto si consumino in maniera irregolare: ciò può significare – oltre a pressione scorretta – ammortizzatori “finiti”, problemi alla trasmissione o al fissaggio del cerchio sul forcellone. Ma anche una equilibratura non a posto: basta perdere uno dei piccoli pesi fissati sul cerchio per compromettere tutto. Ecco perché, almeno una volta l’anno, bisognerebbe far controllare l’equilibratura delle ruote. Ne guadagna anche il piacere di guida, fra l’altro.

5. Forature

Nel malaugurato caso di una foratura, solo il gommista potrà dirvi se il pneumatico è riparabile o no. Fortunatamente si tratta di episodi poco frequenti, favoriti però da diverse condizioni: un pneumatico è più esposto alle forature se è gonfiato al di sotto o al di sopra della pressione prescritta, oppure se è molto consumato. Traete le vostre conclusioni…